Rosario Nicoletti

CASE ED AUTOMOBILI GREEN

Come noto, la Commissione Europea ha iniziato da tempo una crociata contro gli sprechi di energia, e più recentemente  ha diretto tutte le sue forze alla lotta contro il consumo dei combustibili fossili, che per l’anidride carbonica che viene prodotta, costituisce una minaccia alla sopravvivenza del pianeta. Il grande colpevole sarebbe questo gas, il quale, assorbendo le radiazioni solari, sarebbe il responsabile del “riscaldamento globale”. L’aumento della temperatura media del pianeta, a sua volta causa prima del cambiamento climatico, porterebbe ad una maggiore frequenza di uragani, di eventi atmosferici estremi, e di ogni altro genere di calamità: ad esempio, l’eccesso di mortalità riscontrata negli ultimi due anni, è stato attribuito ai capricci del clima, causati dall’ anidride carbonica di origine antropica.

  La terribile minaccia che sembra incombere sulla intera umanità giustificherebbe i provvedimenti drastici assunti dall’Europa (Commissione, Parlamento): chi inquina deve pagare (vedi carbon tax sulla CO2), i mezzi di trasporto non possono avere motori a combustione, le stesse abitazioni devono avere consumi di energia ridotta, e comunque elettrica o”rinnovabile”. Se tutto ciò produce fame e miseria quale conseguenza degli stravolgimenti socio-economici, poco male: l’obbiettivo da raggiungere – la salvezza del pianeta – è di un così grande valore etico che qualsiasi sacrificio è secondario. Proprio in questi giorni il Parlamento Europeo ha votato l’estensione della “carbon tax” ai carburanti per il trasporto e per uso riscaldamento, tassa nata in origine per le aziende “energivore”(acciaio, laterizi,etc). In pratica la tassa sarà estesa a tutti i cittadini dei Paesi che fanno parte dell’UE. Il Conte Gentiloni, Commissario UE, ha detto esultante: “Il Parlamento Europeo ha appoggiato in modo decisivo un pacchetto di leggi storico per avviare l’Europa verso la neutralità del carbonio”. Cito quanto riportato tra virgolette da LaVerità (19.4.2023): non capisco cosa sia esattamente la “neutralità del carbonio” – dizione che fa inorridire un chimico – ma penso si tratti della mitica “decarbonizzazione”, citata se non sbaglio più volte dalla Baronessa Van Der Layen per indicare l’abolizione dei combustibili fossili. Gentiloni, entusiasta per la decisione, si è spinto oltre, dicendo: “siamo i primi al mondo a farlo”. Molto sommessamente vorrei dire al Conte Gentiloloni: saremo anche gli ultimi, dato che è difficile immaginare altri popoli altrettanto stupidi.

    Quanto sopra è il quadro che si presenta alla attenzione di un osservatore dei  tempi in cui viviamo. Proviamo ora a delineare una valutazione su quanto accade in Europa: cercheremo di mettere insieme buon senso e logica, due ingredienti quasi dimenticati nella convulsa vita moderna.

  La rivoluzione economica nella quale ci stiamo addentrando nasce dalla volontà dei decisori, e non è certo il prodotto di innovazione culturale o tecnologica.  Semplificando ed in parole semplici: fare questa rivoluzione è una nostra decisione. Di conseguenza, la prima cosa da chiedersi è la seguente: I sacrifici che affronteremo, ancorché giustificati dalla nobiltà della causa, ci porteranno i benefici  attesi? Nello specifico: con la decarbonizzazione totale, avremo una diminuzione significativa del gas serra, la famigerata CO2, nell’atmosfera terrestre? Riusciremo a salvare il pianeta? La risposta all’ultima domanda è un secco:NO. Supponiamo che sia vero il racconto del pianeta in pericolo per l’aumento della CO2. Il contributo che l’intera Europa da alle emissioni di gas serra sono all’incirca il 10%. Qualora l’intera Europa portasse a zero le emissioni il resto del mondo continuerebbe tranquillamente ad utilizzare i combustibili fossili e ad espandere i consumi. In particolare la Cina , in continuo boom economico, ha portato le sue emissioni nel 2021 a 11.472 Tonnellate, quando erano 1494 nel 1980. Sempre la Cina ha in corso la costruzione di numerose centrali a carbone: così, qualunque cosa faccia l’Europa, le emissioni aumenteranno inesorabilmente e – nella visione catastrofica dei seguaci di Greta Tumberg – il pianeta terra andrà incontro alla rovina.

  Fortunatamente per l’intera umanità le cose stanno ben diversamente, e la fine del mondo non è vicina.  Una debolezza degli uomini è immaginare incombenti pericoli che, come l’Apocalisse, distruggeranno il genere umano.  E’ rimasto famoso l’incubo della catastrofe prevista per l’anno 1000, anno durante il quale , a parte le condizioni non floride nelle quali vivevano gli esseri umani, nulla di catastrofico si è verificato. In tempi recenti abbiamo avuto il buco dell’ozono, poi era l’inquinamento atmosferico,  negli anni appena trascorsi la pandemia, cavalcata con grande impegno dalla classe politica e dalle grandi case farmaceutiche.  I timori che l’umanità aveva nel passato  non avevano gravi conseguenze: di contro, nel mondo capitalista globalizzato un timore superstizioso  può rappresentare l’occasione ghiotta per arricchirsi a spalle altrui o per prevaricare sui propri simili.

  E’ verosimile che l’aumento dei gas serra dia un piccolo contributo al riscaldamento del pianeta, per il quale la fluttuazione della temperatura è un fatto del tutto naturale ed indipendente dalle attività umane, come lo dimostra quanto avvenuto nei secoli passati, dei quali abbiamo contezza. Quello che è molto grave è l’impegno con il quale l’Europa, per inseguire teorie e timori campati in aria, sta scientemente distruggendo gli assetti socio economici che si erano consolidati a seguito delle due guerre mondiali. Questa furia autodistruttrice è pilotata dagli interessi economici di pochi, che trarranno vantaggi e potere dall’attuale rivoluzione: i mezzi di informazione, corrotti e ridotti a fare da cassa di risonanza ai desiderata dei padroni, mantengono alta la tensione, oscurando qualsiasi dissenso, ed ogni voce di ragionevolezza. E’ certo che il mondo non sarà travolto dall’anidride carbonica, mentre l’Europa è sulla china della scomparsa della sua classe media e della ricchezza diffusa,  caratteristiche della  straordinaria evoluzione, svoltasi in secoli di lacrime e sangue.   

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